| Diagnosi Genetica Preimpianto (PGD) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
La
Diagnosi Genetica Preimpianto (PGD)
Sebbene le tecniche di diagnosi prenatale rappresentino oggi delle procedure più che idonee per evitare la nascita di bambini affetti da malattie genetiche, le coppie che vi fanno ricorso devono affrontare una interruzione terapeutica della gravidanza nel caso in cui venga individuato un feto affetto dalla specifica malattia. L’esperienza disponibile, inoltre, evidenzia che molte coppie affrontano ripetute interruzioni di gravidanza prima di generare un bambino non malato. Quindi, la possibilità di una scelta alternativa alla diagnosi prenatale risulterebbe molto utile per quelle coppie che vorrebbero evitare il ricorso ad una interruzione della gravidanza. Bisogna inoltre considerare che, in alcune popolazioni, la diagnosi prenatale non è facilmente accettabile a causa di problemi etico/morali o religiosi associati all’interruzione della gravidanza. Con l’evolversi delle tecniche di fertilizzazione in vitro (IVF) la Diagnosi Genetica Preimpianto (PGD) si è proposta come una nuova metodologia intesa ad identificare, prima dell’impianto in utero, la presenza di malattie genetiche nell’embrione generato in vitro da coppie ad elevato rischio riproduttivo. La possibilità di diagnosticare una malattia genetica nell’embrione, prima dell’impianto, evita così il ricorso all’interruzione di gravidanza terapeutica, spesso devastante dal punto di vista psicologico e non sempre accettata dal punto di vista etico/morale. I pazienti che richiedono la PGD, quindi, verranno sottoposti alle procedure di IVF per permettere la manipolazione dell’embrione 3 giorni dopo la fertilizzazione, prima del relativo impianto in utero. E’ importante ottenere dal ciclo IVF un adeguato numero di embrioni al fine di aumentare le probabilità di identificarne almeno uno o due che risultino all’analisi genetica privi della specifica malattia ricercata. Una o due cellule (blastomeri) vengono rimossi da ciascun embrione e sottoposti ad analisi genetica; se i blastomeri prelevati risulteranno non affetti dalla malattia, si potranno dunque trasferire nell’utero della madre, ottenendo così una gravidanza esente dalla specifica malattia. Lo sviluppo delle conoscenze sul
genoma umano, con l’identificazione di nuovi geni coinvolti nell’insorgenza
di malattie ereditarie, unitamente all’avanzamento della tecnologia
strumentale, ha notevolmente esteso il campo di applicazione della PGD. Dal primo caso di PGD di fibrosi cistica eseguito nel 1992, le strategie diagnostiche si sono evolute notevolmente, e di conseguenza si è avuta una consistente crescita del numero di malattie alle quali è stata applicata la PGD. Ad oggi esistono protocolli diagnostici per oltre 30 malattie monogeniche, autosomiche dominanti, recessive o legate al cromosoma X. Patologie genetiche molto diffuse in cui la PGD oggi trova una valida applicazione comprendono Beta-Talassemia, Anemia Falciforme, Emofilia A e B, Distrofia Muscolare di Duchenne-Becker, Distrofia Miotonica, Fibrosi Cistica, Atrofia Muscolare Spinale (SMA), Sindrome di Lesch-Nyhan, Malattia di Charcot-Marie-Tooth, Alfa-1-Antitripsina e X-Fragile. Il laboratorio GENOMA, ha effettuato il primo caso di PGD nel 1998, in una coppia a rischio di Fibrosi Cistica. Un bilancio significativo quello della Sezione PGD
del Laboratorio GENOMA, che si concretizza in un numero di casi di PGD sinora condotti superiore
ad 120, una intensa collaborazione scientifica con prestigiosi istituti
internazionali e nel continuo confronto con la Comunità Scientifica
Internazionale. I biologi molecolari della Sezione sono stati autori
di diverse pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali specializzate, presenziando in qualità di speaker
a numerosi congressi nazionali ed internazionali (ESHRE, International Symposium on Preimplantation
Genetics, etc).. Nell’esecuzione della
Diagnosi Genetica Preimpianto si avvale di una
dotazioni strumentali che rappresentano quanto di più moderno e
tecnologicamente avanzato sia oggi reperibile, impiegando metodi analitici sofisticati
ed innovativi. Queste caratteristiche hanno consentito a
Laboratorio GENOMA di divenire il Centro italiano più qualificato nel settore
della diagnosi genetica preimpianto, punto di riferimento di diversi Centri di
fecondazione assistita, sia nazionali che internazionali. Le
malattie genetiche sinora diagnosticate dal Ns. Centro in PGD sono le seguenti:
I risultati ottenuti sono stati i seguenti:
PGD mediante analisi del DNA: Di seguito viene
riportata una tabella riepilogativa, riguardante le più frequenti malattie
genetiche diagnosticabili in PGD.
Come
si esegue la PGD? Per l’esecuzione della PGD prevede i seguenti steps:
Induzione dell'ovulazione
Il primo passaggio è rappresentato da una stimolazione ovarica. La maggior
parte di pazienti che eseguono cicli di concepimento assistito non hanno
problemi ovulatori. Lo scopo di questa stimolazione è di indurre, nel ciclo
prescelto, una maturazione contemporanea di più follicoli per poter avere a
disposizione più ovociti e possibilmente più embrioni da trasferire. Questa
superovulazione può essere ottenuta utilizzando varie sostanze a seconda dei
differenti protocolli. Il
controllo ecografico dell'ovaio permette di sapere quando le uova sono giunte a
completa maturazione. Prelievo di ovuli maturiIl prelievo degli ovociti viene eseguito per via transvaginale, sotto controllo ecografico. In pratica si passa un sottile ago attraverso la vagina, e si pungono i numerosi follicoli ovarici per aspirare le uova perfettamente mature.Il liquido aspirato viene trasferito in laboratorio ed esaminato al microscopio per recuperare le uova da immergere immediatamente in un apposito liquido nutritivo. Fecondazione in vitro mediante iniezione
intracitoplasmatica (ICSI) Con l'impiego di strumenti di alta precisione i biologi inseriscono un singolo spermatozoo all'interno dell'ovocita immobilizzato da una pipetta aspirante sotto il microscopio micromanipolatore. Biopsia dell’embrione
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| Come si esegue la PGD? - | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| La Diagnosi Genetica Preimpianto come strumento di cura: La tipizzazione dell’HLA in fase preimpianto. - | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| PGD mediante analisi del DNA: Quali patologie é possibile diagnosticare? - | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Le
coppie ad elevato rischio di trasmissione di malattie genetiche sono di solito
consigliate di ricorrere alla diagnosi prenatale (villocentesi o amniocentesi),
in maniera tale da permettere la identificazione delle anomalie genetiche entro
le prime 10-16 settimane di gestazione. Entrambe le procedure prevedono il
campionamento di cellule fetali, dalle quali potrà essere estratto il DNA per
effettuare l’analisi di mutazione di specifici geni e/o la determinazione del
cariotipo fetale.
La biopsia dell’embrione prevede la
rimozione di una cellula (
Successivamente, mediante una reazione di amplificazione
enzimatica in vitro conosciuta come Polymerase Chain reaction
(PCR), si amplifica milioni di volte la regione genica d’interesse,
coinvolta dalle mutazioni da ricercare.
Cariotipo molecolare (Microarray)










