Diagnosi Genetica Preimpianto
L’analisi genetica
dell’ovocita mediante diagnosi del primo globulo polare (1PB).
L’analisi del 1PB permette di poter
identificare, in donne portatrici di una malattia genetica, quegli
ovociti che, all’analisi genetica, non presentano la specifica
mutazione genica materna. Infatti, poiché il 1PB possiede un assetto
genetico speculare a quello dell’oocita, se il 1PB presenta la
mutazione materna ne consegue che l’ovocita risulterà privo della
mutazione (e quindi normale). Viceversa, se il 1PB non presenta la
mutazione materna, sara’ l’oocita a contenere quella mutazione
(Figura 1).
Solo gli ovociti normali (cioe’
senza la mutazione materna) saranno poi fecondati con gli
spermatozoi paterni mediante ICSI. In tal caso, gli embrioni
ottenuti potranno essere, al massimo, portatori della malattia (se
lo spermatozoo conteneva la mutazione paterna), ma non saranno mai
affetti dalla malattia.
L’analisi genetica del 1PB puo’
essere complicata da fenomeni di ricombinazione (scambio di porzioni
cromosomiche), che avvengono regolarmente tra cromosomi omologhi
durante la prima divisione meiotica. Se la ricombinazione coinvolge
la regione cromosomica contenente il gene causa della malattia
genetica, l’ovocita tratterrà una copia normale del gene ed una
contenente la mutazione materna (Figura 1C). In tal caso la diagnosi
genetica dell’ovocita risultera’ non informativa e quest’ultimo non
potra’ essere considerato utile per la fecondazione. L’analisi del
secondo globulo polare (2PB) ovvierebbe al suddetto problema,
fornendo una diagnosi definitiva dell’ovocita. Purtoppo, poiche’ il
2PB viene espulso dall’ovocita circa 16h dopo la fecondazione, tale
procedura non e’ utilizzabile in Italia poiché la legge 40 obbliga
il trasferimento simultaneo in utero di tutti gli ovociti
fertilizzati (zigoti), rendendo inutile la diagnosi del 2PB.
Nel protocollo di diagnosi genetica
dell’ovocita mediante analisi del 1PB, i tempi da osservare sono
strettissimi (al massimo 4-6 ore). Per questo motivo, l’applicazione
della tecnica segue uno schema articolato che richiede una stretta
coordinazione tra due diverse equipe, il team del laboratorio di PMA
e quello del laboratorio di genetica molecolare. L’attività’ di
questi due gruppi di professionisti consente di ottenere i risultati
entro 6 ore dal prelievo degli ovociti.
Figura 1

Figura 1: Schema della
diagnosi genetica pre-concepimento mediante analisi del primo
globulo polare (1PB). Il rettangolo nero rappresenta la mutazione
genica di cui il partner femminile della coppia e’ portatore. L’ovocita
A risulta contenere la mutazione materna, poiché la diagnosi del 1PB
non ha evidenziato la presenza della mutazione in questione.
Viceversa, l’ovocita B risulta essere normale, poiché la diagnosi
genetica del 1PB ha evidenziato la presenza della mutazione materna.
Nell’ovocita C e’ avvenuta una ricombinazione tra cromosomi omologhi
che ha coinvolto anche la regione cromosomica contenente il gene
causa della malattia genetica. Questi ha, quindi, trattenuto una
copia normale del gene ed una contenente la mutazione materna. In
tal caso la diagnosi genetica dell’ovocita risultera’ non
informativa e quest’ultimo non potra’ essere considerato utile per
la fecondazione. Per ovviare alla suddetta non informativita’,
sarebbe necessaria l’analisi del secondo globulo polare (2PB),
opzione che tuttavia e’ vietata in Italia. Segue:
Malattie genetiche diagnosticabili con l’analisi del 1PB

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