Francesco Fiorentino , biologo molecolare, a capo dell’equipe che ha
elaborato una tecnica che fa nascere bimbi sani.
A Rieti è nata una bimba sana da genitori portatori di malattie
genetiche , tramite una tecnica particolare di procreazione assistita che mette
d’accordo scienza ed etica cattolica. Dottor Fiorentino ci spiega
l’eccezionalità della scoperta?
“A differenza di altre tecniche di diagnosi preimpianto ,
noi non manipoliamo l’embrione. Effettuiamo la selezione genetica sul gamete
prima della fecondazione e quindi non produciamo embrioni malati che poi devono
essere eliminati. La selezione è fatta a monte : viene fertilizzato solo
il gamete che risulta sano all’analisi genetica. Quindi solo quello che non è
portatore di malattie . Fecondando un ovulo sano, si avrà un embrione sano.
Avete proceduto in questo senso obbligati dalla legge
italiana?
“Più che obbligati, spinti. Abbiamo sviluppato questa tecnica spinti dal
dovere di seguire una legge dello Stato”
La legge italiana non permette l’analisi nemmeno nelle 18 ore
successive alla fecondazione e precedenti lo sviluppo
dell’embrione?
“No. Altri paesi hanno leggi meno restrittivi come la Germania. Lì si può
eseguire l’analisi genetica sul gamete dopo la fecondazione . L’embrione viene
prodotto e se risulta malato , viene eliminato prima delle 18 ore necessarie
alla singamia. In praticano, evitano meccanicamente che il Dna dello spermatozoo
e il dna dell’ovocita si uniscano costituendo il nuovo embrione. Noi invece
interveniamo analizzando l’ovocita prima della fertilizzazione. Una procedura
meno ipocrita”
Sembra l’uovo di Colombo
“Ma non è stato facile come dirlo. La difficoltà è stata proprio trovare una
tecnica molto rapida che permettesse l’analisi dell’ovocita e la fecondazione
prima che l’ovocita degeneri. L’ovocita dopo 6 ore prede la capacità di essere
fecondato . Siamo riusciti a fare tutto in quattro”
Questa analisi non danneggia l’ovulo?
“Con la diagnosi preimpianto bisogna esportare una cellula embrionale, dunque
in qualche modo si impatta sulla vitalità dell’embrione e sulle sue possibilità
di impianto. Con la nostra tecnica invece, non manipolando l’embrione, non si
intacca la sua vitalità , né si diminuiscono le possibilità di impianto. Infatti
intervenendo sull’ovocita , si asporta il primo globulo polare che è un prodotto
di scarto dell’ovocita. Dunque non asporta nessun materiale necessario alla
cellula e non si impatta sulla sua vitalità”
Non tutti gli ovociti trasportano lo steso bagaglio
genetico?
“Se una donna è portatrice per esempio di talassemia , lei produrrà il 50%
degli ovociti con la mutazione che determina che lei sia portatrice di
talassemia e il 50% di ovociti sani. Con l’analisi selezioniamo quel 50% di
ovociti che non presenta la mutazione genetica e di conseguenza formiamo
embrioni sani. E scartiamo gli ovociti con la mutazione genetica”
La bambina nata sana che cosa rischiava?
“Una malattia neurologica grave, il sarcoma di Tooth”
Questa analisi può prevenire anche la sindrome di Down?
“Sì, anche se la sindrome di down non è una malattia genetica tout court, ma
emerge a causa di errori genetici dovuti all’età avanzata della donna. Più
avanza l’età della donna e più possibilità ci sono che la donna produca ovociti
con anomalie genetiche”
Quante altre gravidanze sono in corso con questa
tecnica?
“Ora ci sono altre due gravidanze in corso. Tra cinque masi andranno a
termine”
E’ conclusa la sperimentazione?
Sì ma avevamo già fatto diversi test preclinici prima di applicarla , quindi
la base di sperimentazione è già conclusa in precedenza. Però è ovvio che la si
possa considerare ancora sperimentale , perché rispetto alla diagnosi
preimpianto in cui ci sono migliaia di casi in tutto il mondo , con questo
metodo abbiamo una casistica limitata”
Quindi potrebbe non garantire la certezza?
“No quello no, semplicemente avere una casistica maggiore ci permetterà di
avere più certezze sulle potenzialità e sull’efficacia della procedura”
Avete avuto riscontro da parte dei comitati di bioetica?
“Non perché non ci sono problemi etici in questa metodica , quindi non
vediamo perché se ne debbano interessare”
Da chi è stata finanziata la ricerca?
“Da fondi privati ed è stata sviluppata dai ricercatori del laboratorio
Genoma in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma”
Perché avete scelto una clinica privata?
“Abbiamo ottimizzato la tecnica con l’università , poi l’abbiamo applicata
clinicamente in collaborazione con una clinica privata ( l’European Hospital)
perché l’università non ha una struttura adeguata per supportare questa
applicazione”
Fonte: MADYUR